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Dal mito del buon selvaggio ad Atomino Bipbip. Il ruolo della tecnologia nell’algoritmo climatico

Gennaio 16 @ 6:00 pm 11:59 pm

Sala del Minor Consiglio, Palazzo Ducale

Con Vittorio Pellegrini e Massimo Sideri

Ciclo di incontri “Scienza condivisa – Qui Terra! Abbiamo un problema” a cura di Alberto Diaspro ed Enrico Paroletti, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura

C’è un mito che si aggira negli ingranaggi già complessi del cambiamento climatico: è il mito del buon selvaggio di Rousseau, che potrebbe portarci a facili scivoloni.
Se è vero che l’impronta carbonica dell’umanità ha preso il sopravvento con la rivoluzione industriale (ne abbiamo prove nelle carote di ghiaccio dell’Antartide), allora potremmo semplicemente rallentare la corsa alla tecnologia e alla scienza. Tornare un po’ nelle caverne. Questo ragionamento collide con un numero: 8 miliardi di persone sulla Terra.
Ma collide anche con la geopolitica della ricchezza (e della povertà): da occidentali che hanno raggiunto il  benessere è facile pensare alla decrescita felice. Ma chi lo dice ai Paesi che la vedono come un miraggio? Come diceva Vito Volterra, il fondatore del CNR, la scienza talvolta crea nuove industrie (è il caso dell’elettricità della pila di Volta).
Ma talvolta è l’industria che alimenta la scienza (il vapore delle fabbriche ha creato i prodromi per studiare la termodinamica). Ecco allora che ci dobbiamo affidare al magico elettrone, come quello di Atomino Bip-Bip e a tutte le ricerche di frontiera come quella sul grafene.

Vittorio Pellegrini è stato direttore dal 2013 al 2020 dei Graphene Labs all’Istituto Italiano di Tecnologia e attuale direttore della divisione energia del progetto europeo Flagship sul grafene. Autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e di oltre 10 brevetti, ha insegnato in numerose Università tra cui la Scuola Normale a Pisa e la Columbia University a New York. Ha fondato nel 2016 la start-up Bedimensional di cui oggi è amministratore delegato che ha ricevuto più di 30 milioni di finanziamenti da soggetti pubblici e privati per sviluppare nuove tecnologie basate sui cristalli bidimensionali come il grafene. È attivo nel campo della divulgazione scientifica con numerosi articoli rivolti a un pubblico non scientifico su periodici e quotidiani. Ha inoltre tenuto conferenze a festival scientifici e altri eventi pubblici e pubblicato nel 2021 un libro per codice edizioni dal titolo “Il Lampo dell’Elettrone”.


Massimo Sideri è dal 2001 inviato ed editorialista sui temi di scienza, innovazione e tecnologia per il Corriere della Sera dove ha fondato e diretto per 5 anni il mensile Corriere Innovazione. È professore aggiunto di Storia socio-economica dell’Innovazione all’Università Luiss Guido Carli di Roma. Ha scritto diversi saggi tra cui L’Innovatore rampante – L’ultima lezione di Italo Calvino (Lup) con Andrea Prencipe, La sindrome di Eustachio – Storia italiana delle scoperte dimenticate (Bompiani) e Diritto all’Oblio, Dovere della Memoria (Bompiani) con Umberto Ambrosoli. È in corso di pubblicazione L’Innovatore dimezzato scritto sempre con Andrea Prencipe. Ha vinto diversi premi giornalistici tra cui l’Assobiotec Media Award. Insegna presso diversi master di divulgazione scientifica tra cui quello dell’Università di Padova. Il suo podcast per il Corriere sulla scienza e le scoperte italiane dimenticate si chiama Geni Invisibili. È stato il curatore del centenario del Cnr, siede nel comitato scientifico di Taobuk ed è il curatore della sezione Intelligenza artificiale di Bookcity 2023.