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SUMMARY:Inaugurazione anno sociale: Lectio Magistralis di Francesco Costa
DESCRIPTION:Tra i più autorevoli divulgatori italiani in ambito geopolitico e profondo conoscitore della politica statunitense\, Francesco Costa racconterà l’evoluzione degli equilibri mondiali alla luce delle trasformazioni in atto nella società americana. Autore di diversi volumi pubblicati da Mondadori e vincitore del Premio Estense 2024\, Costa è noto per il suo stile chiaro e accessibile\, che ha avvicinato un vasto pubblico ai temi della politica e dell’attualità internazionale. Evento gratuito realizzato in partnership con Azimut e Fondazione Palazzo Ducale. Prenotazione obbligatoria cliccando qui
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SUMMARY:Forti e fortificazioni di Genova
DESCRIPTION:con Emiliano Beri \n\n\n\n\n\nClicca qui per seguire la diretta su zoomID RIUNIONE: 420 602 1729Passcode: Letture \n\n\n\nIl sistema di difesa di Genova\, dopo aver vissuto una fase di intenso cambiamento nel XVI e XVII secolo\, è stato oggetto di interventi significativi di ampliamento e ammodernamento nel XIX secolo\, in relazione a nuove esigenze dettate dalla collocazione geopolitica della città e dallo sviluppo dell’artiglieria d’assedio. Ampliamento e ammodernamento hanno preso corpo dapprima attraverso la realizzazione di una rete di forti\, pianificata alla scopo di proteggere Genova da una nuova possibile minaccia napoleonica\, e successivamente attraverso la costruzioni di nuove fortificazioni costiere\, rese necessarie dall’adesione dell’Italia alla Triplice Alleanza. \n\n\n\nEmiliano Beri è professore associato di storia moderna presso l’Università di Genova\, dove insegna storia militare e ricopre la carica di vicedirettore del Dipartimento di Antichità\, Filosofia e Storia. Ha partecipato a progetti di ricerca nazionali e internazionali. È membro del Centro interuniversitario di studi Le polizie e il controllo del territorio (Cepoc). Coordina il comitato scientifico della collana editoriale “Polemiká. Studi\, ricerche e fonti di storia militare” della casa editrice Agorà e l’attività di divulgazione scientifica del Laboratorio di storia marittima e navale – Centro di ricerca «Fernand Braudel».
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CATEGORIES:Genova nell'Ottocento
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SUMMARY:Religione\, potere e identità nell'India moderna: genealogie in tensione
DESCRIPTION:con Elisabetta Colagrossi \n\n\n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta youtube della conferenza \n\n\n\nLe tensioni che attraversano oggi la società indiana hanno radici profonde: genealogie religiose e politiche che\, dal riformismo ottocentesco al pensiero di Gandhi\, fino alla riorganizzazione ideologica dell’Hindutva nel secondo Novecento e nel presente\, hanno progressivamente ridefinito il rapporto tra sacro e politico. Il colonialismo ha inciso in modo decisivo su queste trasformazioni\, codificando identità e categorie religiose. Ne è emerso un campo articolato di traiettorie\, in cui differenti modelli di comunità e autorità hanno preso forma e si sono ridefiniti nel tempo. Nell’India di oggi queste eredità non si dispongono in opposizione netta\, ma si intrecciano in tensioni che continuano a plasmare l’immaginario politico e religioso\, un paesaggio dove memorie di lunga durata e trasformazioni recenti si incontrano e danno forma a dinamiche che alimentano conflitti ma aprono al tempo stesso a nuove possibilità di dialogo. \n\n\n\nElisabetta Colagrossi è Professore Associato di Storia delle Religioni e Filosofia del Dialogo Interreligioso all’Università di Genova. Le sue ricerche riguardano il rapporto tra religione epolitica\, le dinamiche della violenza nei monoteismi\, i limiti della traducibilità tra tradizioni e il confronto interculturale e interreligioso. Fra i suoi interessi rientrano anche le forme della convivenza religiosa nell’India contemporanea\, analizzate alla luce del retroterra storico – come le prime politiche mughal e la figura e il lascito di Gandhi – e delle rielaborazioni postcoloniali. È autrice della monografia Jan Assmann. I monoteismi in questione (Morcelliana\, 2020) e ha curato l’edizione italiana di opere di Assmann\, tra cui Il disagio dei monoteismi\, Religio duplex e Religione totale. Ha pubblicato saggi in riviste e volumi internazionali ed è portavoce dellaConsulta delle Religioni di Genova.
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SUMMARY:Michele Brambilla racconta il suo libro "Non è successo niente di grave"
DESCRIPTION:clicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\ncon Filippo D’Angelo \n\n\n\nMichele Brambilla\, giornalista di lungo corso\, direttore del Secolo XIX\, ha scritto un noir ispirato a un caso di cronaca d’inizio anni ’80\, nel quale indaga l’enigma della vita di provincia e il senso del giornalismo di una volta.
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SUMMARY:1816: Un'estate sul Lago\, Ginevra
DESCRIPTION:clicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\ncon Luigi Giannitrapani \n\n\n\nNonostante le profonde differenze di carattere e di filosofia di vita\, GeorgeByron e Percy Bysshe Shelley s’incontrarono per la prima volta a Ginevra\, nel1816 e divennero subito amici. Il loro rapporto\, durato circa sei anni\, fucaratterizzato da lunghi periodi in cui vissero lontani. La lontananza non diminuìla reciproca stima e il loro confronto intellettuale si mantenne vivo tramite unintenso scambio epistolare. Il legame tra Byron e Shelley non fu solopersonale\, ma si rifletté profondamente anche sulla loro produzione letteraria.L’amicizia e il confronto intellettuale tra i due poeti alimentarono e arricchironola vena creativa di entrambi\, segnando le rispettive opere poetiche. La loroamicizia terminò\, bruscamente\, nel luglio del 1822\, con la tragica morte diShelley in mare\, con il naufragio della sua barca a vela durante una tempesta allargo della costa toscana. \n\n\n\nPRIMO INCONTRO: UN’ESTATE SUL LAGO\, GINEVRA\, 1816Durante l’estate del 1816\, i due poeti s’incontrarono per la prima volta aGinevra e trascorsero insieme quasi tutti i giorni di quel periodo\,approfondendo la loro conoscenza e\, pur avendo filosofie di vita diverse tradi loro\, aumentarono la reciproca stima. Shelley\, più colto e profondo diByron\, ebbe un’influenza poetica molto importante\, su Byron\, ispirandoalcuni dei più importanti poemi di quest’ultimo.
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SUMMARY:Numeri e musica: Pitagora e Debussy
DESCRIPTION:con Franca Caliò e Fabrizio Callai \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\nPitagora grande matematico\, Debussy grande musicista: che cosa li accomuna?  \n\n\n\nFranca Caliò é professore ordinario di Analisi Numerica. È stata docente presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura del Politecnico di Milano.  La simulazione di un problema fisico e la modellazione di forme costituiscono i suoi particolari interessi di ricerca\, i cui risultati sono contenuti in numerosi articoli e libri. Recentemente si è appassionata alla divulgazione scientifica\, in particolare cogliendo i diversi aspetti del rapporto tra la Matematica e le Arti. \n\n\n\nFabrizio Callai è docente titolare presso la Scuola Germanica di Genova e direttore musicale del Coro e dell’Orchestra dell’annesso Musikverein\, collabora in qualità di direttore\, solista e compositore con prestigiose associazioni ed enti in Italia e all’estero. E’ titolare dei Grand’Organi delle Basiliche di S.M. Assunta in Carignano e N.S. delle Vigne nel Capoluogo ligure. Collezionista di antichi strumenti a tastiera ed appassionato alle ricerche d’archivio\, ha al suo attivo significative pubblicazioni presso le case editrici LIM di Lucca e De Ferrari di Genova. Ha registrato in prima mondiale con i complessi artistici del Teatro Carlo Felice e pubblicato per l’etichetta discografica Dynamic l’inedita Messa Solenne di S. Mercadante per Soli\, Coro e Orchestra della quale ha curato anche l’edizione critica. Dal 2021 è Presidente del Conservatorio di musica N. Paganini e dal 2025 è membro del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
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CATEGORIES:LA MATEMATICA INCONTRA ALTRI SAPERI
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SUMMARY:Il ciclo invisibile dei rifiuti. Cosa dobbiamo sapere
DESCRIPTION:con Federico Borromeo\, presidente Legambiente Liguria \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nIl riciclo dei rifiuti è spesso un processo invisibile agli occhi dei cittadini\, ma le sue conseguenze incidono profondamente sull’ambiente\, sull’economia e sulla qualità della vita. In Liguria\, e specialmente a Genova\, la gestione dei rifiuti vive oggi una situazione di emergenza che mette in luce criticità strutturali\, ritardi infrastrutturali e la necessità di un cambio di paradigma. Insieme a Federico Borromeo\, presidente di Legambiente\, proveremo a fare chiarezza sul “ciclo invisibile” dei rifiuti\, analizzando le cause dell’attuale crisi e presentando esempi virtuosi di gestione sostenibile già adottati in altri territori\, così da delineare soluzioni praticabili per trasformare l’emergenza in opportunità di innovazione e responsabilità condivisa. \n\n\n\nLegambiente è un’associazione ambientalista italiana\, senza fini di lucro e indipendente dai partiti politici\, nata nel 1980. Il suo obiettivo principale è la tutela dell’ambiente e del territorio\, attraverso azioni di informazione\, sensibilizzazione\, ricerca scientifica e pressione politica. Federico Borromeo ricopre la carica di presidente di Legambiente Liguria dal 2018. 
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SUMMARY:"Erma su 'l mare". Mazzini e Genova
DESCRIPTION:con Pietro Finelli.  \n\n\n\nPer il ciclo Genova nell’Ottocento a cura di Maria Elisabetta Tonizzi \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\nInsieme al prof. Pietro Finelli analizzeremo la dimensione ‘genovese’ del pensiero e dell’azione di Mazzini\, sia dal punto di vista dell’elaborazione teorica (Genova come uno dei poli della riflessione sulla natura intrinsecamente repubblicana del ‘popolo’ italiano’)\, sia da quello delle reti di relazioni e delle trame cospirative che nella città ligure avevano il proprio centro: Genova infatti costituì la base di molti dei moti mazziniani\, a partire dall’insurrezione del 1834 alla spedizione dei Mille\, passando per il 1849 e il 1857\, e a Genova Mazzini può contare sulla più importante delle organizzazioni popolari a lui fedeli: la Consociazione Operaia.  \n\n\n\nPietro Finelli (1972) è docente di ruolo di Storia e Filosofia nei Licei. Direttore Scientifico della “Domus Mazziniana” di Pisa. Docente incaricato di Storia internazionale dell’età contemporanea presso l’Università di Pisa. È membro del Centro Interuniversitario di Storia Culturale\, fa parte della redazione della «Rassegna Storica del Risorgimento» e del «Pensiero Mazziniano»\, ed è segretario della Commissione per l’Edizione Nazionale degli Scritti di Giuseppe Mazzini. Ha studiato presso l’Università di Pisa\, la Scuola Normale Superiore. la Scuola Sant’Anna di Pisa e l”École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Ha fatto parte di diversi gruppi di ricerca sia nazionale sia internazionali\, attualmente è coo-cordinatore del progetto Un Lessico per la Repubblica del Comitato per la celebrazione degli anniversari nazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha pubblicato numerosi saggi in riviste di fascia A come «Società e Storia»\, «Quaderni Storici» e «Ricerche di Storia Politica» e in volume\, tra cui l’Annale sul Risorgimento della Storia d’Italia Einaudi\, l’Atlante culturale del Risorgimento\, Laterza e la Storia mondiale dell’Italia\, Laterza. Si occupa prevalentemente di Storia politica e culturale del Lungo Ottocento con particolare riguardo alle correnti democratiche.
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SUMMARY:La vera storia di Madama Butterfly: un caso di subalternità femminile nel contesto transnazionale
DESCRIPTION:con Donatella Failla\, Università degli Studi di Genova \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nSecondo appuntamento del ciclo di incontri “Pensare l’Asia: visioni del mondo tra cultura e potere”\, in collaborazione con il Centro Studi Antonio Balletto \n\n\n\nNella cornice del ciclo PENSARE L’ASIA la vicenda di Butterfly rappresenta non solo un rilevanteesempio del giapponismo operistico in Europa\, ma anche e soprattutto la tragedia\, storicamente vera\, patita da un’ingenua giovinetta appena adolescente che\, nel contesto dell’internazionalizzazione e della modernizzazione del Giappone nel tardo Ottocento\, sposa un militare americano. Il melodramma pucciniano\, proprio come la vicenda storica\, si svolge a Nagasaki\, città portuale divenuta sede nel 1858 di numerose rappresentanze internazionalinei settori del commercio\, della diplomazia\, della politica e delle religioni occidentali. In questoambiente esposto a profonde trasformazioni\, le vicissitudini di Butterfly derivano dall’infausta combinazione di due circostanze: la condizione intrinsecamente debole e subalterna della donna giapponese nell’ideologia politica\, nel sistema parentale e nella prassi sociale; e l’iniquo istituto para-coloniale del ‘matrimonio temporaneo’. \n\n\n\nDonatella Failla\, già direttrice del Museo d’Arte Orientale ‘Edoardo Chiossone’ di Genova\, è professore a contratto di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale dall’a.a. 2012-2013 nell’Universitàdi Genova. Nel 2 014 il MIUR le ha riconosciuto l’ASN come Professore Associato. È autrice e organizzatrice di 37 mostre in sedi genovesi\, nazionali e giapponesi\, oltre che di oltre 200 pubblicazioni in italiano\, inglese\, francese\, giapponese\, cinese e spagnolo. Quale riconoscimento dei suoi risultati scientifici e divulgativi\, nel 2016 è stata cooptata dall’Accademia Ambrosiana di Milano in qualità di socia benemerita in Classis Asiatica. Nello stesso anno ha ricevuto dal sovrano giapponese l’Ordine Imperiale del Sol Levante conRaggi d’Oro e Rosetta “per l’attività di divulgazione dell’arte giapponese in Italia\, nonché per il contributo allo sviluppo della ricerca nel campo dell’arte giapponese”. Tuttora svolge consulenze storico-artistiche per musei e collezioni d’arte orientale in Italia\, Europa\, Australia e Stati Uniti.
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SUMMARY:Un'estate in laguna. Venezia\, agosto 1818.
DESCRIPTION:con Luigi Giannitrapani \n\n\n\n\n\nSecondo appuntamento del ciclo Byron e Shelley – un’amicizia poetica.  \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nNonostante le profonde differenze di carattere e di filosofia di vita\, George Byron e Percy Bysshe Shelley s’incontrarono per la prima volta a Ginevra\, nel 1816 e divennero subito amici. Il loro rapporto\, durato circa sei anni\, fu caratterizzato da lunghi periodi in cui vissero lontani. La lontananza non diminuì la reciproca stima e il loro confronto intellettuale si mantenne vivo tramite un intenso scambio epistolare. Il legame tra Byron e Shelley non fu solo personale\, ma si rifletté profondamente anche sulla loro produzione letteraria. L’amicizia e il confronto intellettuale tra i due poeti alimentarono e arricchirono la vena creativa di entrambi\, segnando le rispettive opere poetiche. La loro amicizia terminò\, bruscamente\, nel luglio del 1822\, con la tragica morte di Shelley in mare\, con il naufragio della sua barca a vela durante una tempesta al largo della costa toscana. \n\n\n\nSecondo appuntamento: Un’estate in laguna – Venezia – agosto 1818Shelley si recò a Venezia nell’agosto del 1818\, per incontrare Byron\, nel tentativo di convincerlo a riconoscere la di lui figlia\, concepita con Claire Clermont\, sorellastra di Mary Wollstonecraft Godwin\, seconda moglie di Shelley. Durante la sua permanenza venne ospitato da Byron nella sua villa a Este. Il contenuto delle loro conversazioni venne poeticamente descritto daShelley nella poesia Julian and Maddalo\, scritta nel 1818 e pubblicata nel 1824 dopo la sua morte.
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SUMMARY:Garibaldi e le generazioni del Risorgimento - relatore a distanza
DESCRIPTION:Con Roberto Balzani \n\n\n\nA cura di Maria Elisabetta Tonizzi \n\n\n\nPer seguire la diretta Zoom dell’evento clicca qui \n\n\n\nID RIUNIONE: 420 602 1729PASSCODE: Letture \n\n\n\nGaribaldi è un uomo celebre\, un capo carismatico per più di una generazione. Egli\, infatti\, attrae i suoi coetanei\, venuti al mondo nei primi anni del secolo\, poi i giovani degli anni ’30 e infine quelli del decennio ’40\, che saranno con lui a Mentana e a Digione: i “nati troppo tardi”. Dal suo punto di vista\, essi hanno sempre la camicia rossa; in realtà\, i ragazzi seguono il Generale mossi da pulsioni diverse a seconda del periodo: la repubblica\, la nazione\, il rifiuto dello Stato monarchico. Fino a  che punto Garibaldi li comprende? La questione è aperta. \n\n\n\nRoberto Balzani insegna Storia contemporanea all’Università di Bologna\, dove dirige il Dipartimento di Storia Culture Civiltà. Si è dedicato alla ricerca\, approfondendo temi politici\, sociali\, culturali e amministrativi del XIX e del XX secolo\, alla didattica e alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la direzione di musei e la divulgazione. Dal 2017 al 2020 è stato Presidente dell’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna. Attualmente è alla guida del Museo storico della Liberazione di Roma. Collabora a Domenica\, supplemento culturale settimanale del “Sole 24 Ore”. Fra i suoi volumi più recenti: (con C.M. Fiorentino)\, Risorgimento: costituzione e indipendenza nazionale 1815-1849 / 1849-1866 (2022); I luoghi del Risorgimento (2024). Fra i suoi saggi: I musei in Italia. Contributo alla lettura dell’ultimo trentennio (1990-2020)\, in V. Curzi (a cura di)\, Museo e territorio (1972-2000). Politiche culturali nella stagione delle riforme\, Milano\, 2023\, pp. 55-77.
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SUMMARY:Leonardo Da Vinci e le "lunulae"
DESCRIPTION:con Elena Marchetti.  \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nPer il ciclo “La matematica incontra altri saperi”\, a cura di Franca Caliò. \n\n\n\nNel periodo trascorso a Milano presso la corte degli Sforza (1482-1499)\, Leonardo da Vinci ha lavorato come pittore e ingegnere per il Duca Ludovico il Moro. Alcuni dei suoi dipinti più importanti sono stati realizzati in quel periodo.  Ha inoltre progettato  nuove fortificazioni per i Castelli Sforzeschi e\, come ingegnere idraulico\, ha ampliato e migliorato la rete dei  Navigli\, canali cruciali per il trasporto di merci attraverso la Lombardia e le regioni limitrofe. Leonardo ha avuto l’opportunità di conoscere a Milano uno dei più importanti matematici dell’epoca\, Luca Pacioli\, che ha favorito l’interesse di Leonardo per la matematica. I suoi studi e le sue conoscenze sono contenuti nei numerosi fogli\, ricchi di figure geometriche tra cui lunulae e poliedri\, del Codice Atlantico\, conservato presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.  \n\n\n\nCon Elena Marchetti\, esperta in divulgazione della Matematica\, inquadrando la figura di Leonardo nel suo periodo storico e sottolineando i suoi interessi culturali e applicativi\, scopriremo come e perché Leonardo si dedichi  allo studio della misura di forme curvilinee\, con particolare attenzione alle cosiddette lunulae. \n\n\n\nElena Marchetti è professore associato di Analisi Numerica ed è stata docente per più di trent’anni in corsi di area matematica di base e avanzati presso la Facoltà  di Architettura del Politecnico di Milano. Accanto ad argomenti di Analisi Numerica\, oggetto di numerose pubblicazioni su riviste qualificate del settore\, ha approfondito tematiche riguardanti connessioni tra Matematica\, Arte\, Architettura e Design ed è autrice di  articoli e libri a riguardo. 
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SUMMARY:Autorità e armonia: la legittimazione del potere nella Cina contemporanea
DESCRIPTION:con Luca Pisano\, Università degli Studi di Genova \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nTerzo e conclusivo incontro del ciclo tematico “Pensare l’Asia: visioni del mondo tra cultura e potere”\, in collaborazione con Unige e con il Centro Studi Antonio Balletto \n\n\n\nEsplorare la persistenza e la trasformazione delle categorie di autorità e armonia nel pensiero politico e nella cultura pubblica della Cina contemporanea significa seguire il filo che unisce l’antica nozione di Mandato Celeste alle moderne idee di “società armoniosa” e “modernizzazione cinese”\, mettendo in evidenza come il potere continui a fondarsi su un’etica della legittimità più che su una base giuridico-contrattuale. Questo paradigma\, radicato in una storia millenaria\, permette di comprendere la specificità della sua configurazione politica rispetto ai modelli occidentali di sovranità e cittadinanza\, mettendo in luce la continuità tra la tradizione confuciana e le attuali forme di governance orientate a costruire coesione\, fiducia e stabilità attraverso linguaggi di armonia\, educazione e ritualità. Comprendere la Cina di oggi significa\, dunque\, riconoscere il peso di queste categorie simboliche nella definizione dell’autorità\, della moralità pubblica e dell’immaginario politico della nazione. \n\n\n\nLuca Pisano è Professore Associato di Lingua e Letteratura Cinese presso il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova. Le sue ricerche si estendono dalla tradizione classica alla produzione contemporanea\, con particolare attenzione ai processidi trasmissione culturale e alle pratiche traduttive. Nel 2023 ha pubblicato in inglese la prima traduzione integrale commentata del Qinshi (Storia della cetra qin) di Zhu Changwen (XI sec.)\, il più antico testo storico dedicato al guqin\, strumento simbolo dell’élite letteraria cinese e riconosciuto nel 2003 come patrimonio della cultura immateriale UNESCO. L’interesse per il guqin si accompagna anche alla pratica esecutiva\, appresa presso il Conservatorio di Shanghai e con il maestro Sou Si-tai di Hong Kong\, con occasionali esibizioni in recital solistici. A seguito della recente scoperta dei manoscritti di Agostino Biagi (1882–1957)\, oggi conservati presso l’Accademia della Crusca\, ha avviato un progetto di ricerca volto alla valorizzazione del suo contributo intellettuale. Tra i primi esiti di questo lavoro\, la pubblicazione del volume Agostino Biagi e la sua traduzione in cinese della Divina Commedia (Accademia della Crusca\, 2024)\, in collaborazione con Emanuele Banfi e Mara Carocci. \n\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento posti
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SUMMARY:Teatri d'Opera: storia e società
DESCRIPTION:con Roberto Iovino.  \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nL’opera è quello spettacolo in cui il tenore cerca di portare a letto il soprano e il baritono glielo impedisce. Parte da questa battuta dello scrittore George Bernard Shaw la conversazione che Roberto Iovino propone sul teatro musicale. Un excursus naturalmente sintetico dalle origini (inizio del Seicento) al Novecento con un’attenzione particolare al contesto storico e soprattutto a quello sociale. L’opera ha svolto un ruolo fondamentale nella società non solo italiana: Roberto Iovino racconterà la genesi del teatro musicale nel contesto storico del tempo\, si soffermerà sulla struttura del teatro italiano\, sottolineandone la valenza sociale e rimarcherà il ruolo anche formativo dell’opera\, spesso in alternativa al “romanzo”. Roberto Iovino\,  laureato in matematica e diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro\, dal 1982 al 2018 è stato docente di storia della musica al Conservatorio “N. Paganini” di Genova\, Istituto nel quale ha ricoperto la carica di  direttore dal 2014 al 2018. Per circa venticinque anni ha anche insegnato presso il Disfor dell’Università di Genova. Critico musicale\, scrive per “La Repubblica” e per l’Ansa. E’ direttore del “Centro Paganini per la ricerca e la didattica”. Per i suoi studi musicologici ha ricevuto nel 1998 il “Premio internazionale Luigi Illica”.\n\n\n\n 
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SUMMARY:Premio Pericu 2025 ad Alessia Donati\, musica dal vivo e brindisi natalizio
DESCRIPTION:Martedì 16 dicembre alle ore 18:15 alla Società di Letture e Conversazioni Scientifiche si terrà la seconda edizione del “Premio Pericu”\, istituito insieme alla famiglia Pericu per ricordare la figura dell’ex Sindaco di Genova\, già Socio e Consigliere della Società per diversi anni\, e il suo profondo impegno per la crescita culturale cittadina.  \n\n\n\nIl premio Pericu 2025 verrà conferito ad Alessia Donati\, coordinatrice della Gog\, per il suo costante e qualificato impegno nella diffusione della cultura musicale\, con particolare attenzione ai giovani e alle realtà educative del territorio. \n\n\n\nAlessia Donati racconterà il suo percorso culturale e musicale intrecciando la sua esperienza con la storia della Gog e dialogando con gli interventi musicali dal vivo della pianista Claudia Vento\, che suonerà brani di Bach e Chopin. \n\n\n\nIngresso gratuito fino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:UN'ESTATE AL MARE: TOSCANA e LIGURIA\, APRILE/LUGLIO 1822
DESCRIPTION:clicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\ncon Luigi Giannitrapani \n\n\n\nNonostante le profonde differenze di carattere e di filosofia di vita\, GeorgeByron e Percy Bysshe Shelley s’incontrarono per la prima volta a Ginevra\, nel1816 e divennero subito amici. Il loro rapporto\, durato circa sei anni\, fucaratterizzato da lunghi periodi in cui vissero lontani. La lontananza non diminuìla reciproca stima e il loro confronto intellettuale si mantenne vivo tramite unintenso scambio epistolare. Il legame tra Byron e Shelley non fu solopersonale\, ma si rifletté profondamente anche sulla loro produzione letteraria.L’amicizia e il confronto intellettuale tra i due poeti alimentarono e arricchironola vena creativa di entrambi\, segnando le rispettive opere poetiche. La loroamicizia terminò\, bruscamente\, nel luglio del 1822\, con la tragica morte diShelley in mare\, con il naufragio della sua barca a vela durante una tempesta allargo della costa toscana. \n\n\n\nTERZO E CONCLUSIVO INCONTRO: UN’ESTATE AL MARE: LIGURIA E TOSCANA\, APRILE/LUGLIO 1822 \n\n\n\nTra il 1821 e il 1822\, Byron e Shelley si ritrovarono a Pisa\, insieme ad altri intellettuali britannici espatriati formando quello che venne chiamato il “Circolo Pisano”. Questo gruppo\, pur non essendo un’organizzazione formale\, comprendeva\, oltre Byron\, Mary e Percy B. Shelley\, John Polidori Edward e Jane Williams\, il cugino di Shelley\, Thomas Medwin\, l’irlandese John Taaffe\, Pietro Gamba\, Edward Trelawny\, detto “il Pirata”\, i coniugi Hunt\, ed altri\, tra cui\, per qualche tempo\, il patriota greco Alexandros Mavrokordatos\, che convincerà Byron a raggiugerlo in Grecia per aiutare i ribelli greci nella loro lotta per l’indipendenza dall’Impero Ottomano.  \n\n\n\nQuesto gruppo di intellettuali intratteneva discussioni letterarie\, passeggiate a cavallo\, condivideva manoscritti e collaborava a progetticome la creazione della rivista “The Liberal”. Nell’ aprile del 1822\, Shelley con sua moglie Mary e gli amici Williams\, lasciarono Pisa e affittarono Villa Magni a Lerici\, nel golfo di La Spezia.
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SUMMARY:Le attrici e l'emancipazione della donna
DESCRIPTION:con Alessandro Tinterri \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\nL’attrice emancipata \n\n\n\nL’emancipazione dell’attrice inizia nella seconda metà del Cinquecento\, quando le prime comiche dell’arte\, salgono per la prima volta sul palcoscenico accanto ai loro colleghi maschi\, conquistando ruoli di primo piano\, e danno vita alla leggendaria Commedia dell’arte. Basti per tutte il nome di Isabella Andreini (1562-1604)\, protagonista femminile della Compagnia dei Gelosi\, attrice di talento e poetessa. Da allora le donne non hanno mai smesso di ispirare il teatro\, si trattasse di Molière o di Goldoni\, divenendo infine le attrici un esempio di emancipazione femminile. Dall’attrice marchesa Adelaide Ristori (1822-1906) a Giacinta Pezzana (1841-1919)\, da Eleonora Duse (1858-1924) a Rina Morelli (1908-1976)\, l’attrice prediletta di Luchino Visconti\, sono state spesso capocomiche o hanno condiviso il nome in ditta accanto ai colleghi nelle primarie compagnie teatrali. \n\n\n\nAlessandro Tinterri (Genova 1953)\, è l’attuale direttore del Museo Biblioteca dell’Attore\, doveaveva già lavorato dal 1979 al 2004\, prima di insegnare Storia del teatro e Storia e analisi del film all’Università di Perugia. Storico dello spettacolo di Otto e Novecento\, curatore delle opere di Savinio e Sergio Tofano per Adelphi\, è autore con Alessandro d’Amico di Pirandello capocomico (Sellerio 1997).
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SUMMARY:Sant'Agostino e la matematica
DESCRIPTION:con Claudio Citrini  \n\n\n\nper il ciclo “La matematica incontra altri saperi”\, a cura di Franca Caliò \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\nAgostino conosceva molti concetti matematici non banali\, come quelli di numero triangolare e di numero perfetto\, e ne fece delle interessanti applicazioni allegoriche nell’interpretazione delle Scritture\, cercando di giustificarne anche l’interpretazione letterale. Molto profonde sono le sue riflessioni sull’astrologia\, sulla razionalità dell’uomo\, sulla natura dei concetti astratti e della loro conoscenza con la distinzione tra significante e significato e sulle proprietà della memoria. \n\n\n\nClaudio Citrini\, dopo aver conseguito la maturità classica e le lauree in ingegneria chimica e in matematica\, ha ricoperto diverse posizioni fino alla cattedra di prima fascia nel 1981. Ha tenuto diversi corsi nel settore dell’Analisi Matematica. Presso il Politecnico di Milano è stato membro del Consiglio di Amministrazione dal 1989 al 1993\, Direttore del Dipartimento di Matematica dal 1993 al 1999; si è poi occupato dei corsi di formazione (SSIS e TFA) per gli insegnanti di scuola secondaria e di varie iniziative di divulgazione matematica\, come Matematica senza Frontiere. I suoi interessi di ricerca hanno spaziato da problemi di equazioni differenziali\, per cui ha anche coordinato diversi progetti MURST\, a questioni di informatica teorica (teoria dei linguaggi formali).
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CATEGORIES:LA MATEMATICA INCONTRA ALTRI SAPERI
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SUMMARY:Guide Sagep: corso italia 36
DESCRIPTION:con Elisabetta Canepa \n\n\n\nper il ciclo “Guide Sagep”\, a cura di Antonio Lavarello \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\nIn questo nuovo appuntamento del nostro ciclo di incontri dedicati all’architettura\, Elisabetta Canepa\, curatrice insieme a Vittoria Bonini e Valter Scelsi del diciassettesimo volume della collana “Guide di Architettura Contemporanea Genovese”\, ricostruirà la genesi e l’evoluzione dell’edificio residenziale di corso Italia 36 ad Albaro\, realizzato tra il 1952 e il 1956 da Piero Gambacciani\, Attilio Viziano e Giulio Zappa. \n\n\n\nAttraverso lo studio della struttura urbana del contesto\, le scelte progettuali\, materiale d’archivio inedito e le fotografie di Francesca Iovene\, ne emerge un’opera che si offre come icona dell’abitare moderno\, sintesi della sperimentazione architettonica del Novecento genovese in dialogo con l’eredità storica del paesaggio di villa. \n\n\n\nElisabetta Canepa è ricercatrice in Composizione Architettonica e Urbana presso il Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova. Indaga il tema delle atmosfere architettoniche da una prospettiva teorica\, progettuale e sperimentale: concluso il percorso RESONANCES (2021–2024)\, condotto come Marie Skłodowska-Curie Fellow\, ricopre ora il ruolo di responsabile scientifica del progetto AURA (2025–2028)\, finanziato dal piano Next Generation EU e promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Dal 2021 intrattiene collaborazioni di ricerca e didattica con la Kansas State University e\, dal 2024\, con la Florida International University.
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SUMMARY:Cinema e storia
DESCRIPTION:con Guido Levi.  \n\n\n\nper il ciclo “Lirica\, teatro e cinema”\, a cura di Elisabetta Tonizzi \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube
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SUMMARY:Turchia\, il nuovo vicino e competitor dell'Italia
DESCRIPTION:con Marco Ansaldo \n\n\n\nper il ciclo “Politica estera”\, realizzato in collaborazione con il Centro Studi Antonio Balletto \n\n\n\nclicca qui per vedere la diretta Youtube \n\n\n\nUn tempo era “il malato d’Europa”. Alla fine del secolo scorso un paese ancora secondario. Ma La Turchia\, da qualche anno\, è divenuto ormai un protagonista internazionale. Sia nella politica estera che da un punto di vista imprenditoriale. Genova e la Liguria lo sanno bene\, per via dei recenti accordi sottoscritti con grandi aziende turche. E Istanbul oggi\, oltre che città meravigliosa e unico centro a estendersi su due continenti\, è a pieno titolo un crocevia mondiale. Ankara\, per via delle intese sui migranti\, la sua aggressività nel Mare Mediterraneo ela forte presenza commerciale e militare in Libia\, è sempre più vicina all’Italia. Al punto da rischiare di superarla in molti settori. Marco Ansaldo\, genovese che della Turchia è uno specialista da più di trent’anni\, e che dal quartiere di Galata a Istanbul dove viveva è stato da poco nominato Presidente del Museo di Galata e della Lanterna\, spiega la politica di Recep Tayyip Erdogan e di come l’Italia si trovi adesso nella condizione di concorrente e collaboratore.
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SUMMARY:La matematica nella musica
DESCRIPTION:con Fausto Mignanego e Massimo Traffano \n\n\n\nPer il ciclo “La matematica incontra altri saperi” a cura di Franca Caliò \n\n\n\nEvento in partnership con l’associazione Quattroequaranta \n\n\n\nIl rapporto fra Musica e Matematica è stato scoperto in tempi molto antichi e dobbiamo questa conquista essenzialmente a Pitagora di Samo. Egli costruì una scala diatonica di sette note dove l’ottava era uguale alla prima\, ma più acuta. Molti studi successivi sono stati fatti sulla natura sinusoidale delle onde sonore\, e sulla relazione che intercorre fra la percezione che noi abbiamo dei suoni e grandezze misurabili. Un esempio: J.S. Bach ha dimostrato una sensibilità notevole a strumenti matematici e nozioni numeriche\, 14 era il suo numero: durante questo incontro\, accompagnati dalla musica dal vivo di Massimo Traffano (chitarra)\, scopriremo il perché.  \n\n\n\nFausto Mignanego\, ha ricoperto incarichi di docenza di Analisi Matematica in diverse università italiane\, ha partecipato\, presso Università africane\, alla Cooperazione internazionale come docente di Matematica e conta numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali. \n\n\n\nMassimo Traffano\, chitarrista diplomato al Conservatorio “N. Paganini” di Genova sotto la guida del M. Katsumi Nagaoka\, specialista della Brahms-Harp Guitar\, perfezionato con maestri di rilievo e vincitore di importanti concorsi nazionali e internazionali\, ha collaborato con il Teatro Carlo Felice ed è docente di chitarra nelle scuole a indirizzo musicale.
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SUMMARY:Genova nei suoi commerci
DESCRIPTION:con Carlo degli Abbati \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nAi rappresentanti di una terra poverissima verticalmente posata sulla costa non restava che l’intelligente sfruttamento delle “liquide pianure” che avevano davanti\, la conquista del mare con la riproduzione di tante Genove in ogni luogo raggiungessero per mare – “ovunque vanno un’altra Genova fanno”\, come scrive un anonimo del XII secolo. Un approccio diremmo oggi mondialista che fa di Genova certamente la più universale delle repubbliche marinare italiane\, vera citta-mondo\, come scrive Fernand Braudel\, prima nelle conquiste di alto mare\, dalla scoperta delle Canarie al controllo del Maghreb sino al passaggio delle colonne d’Ercole con l’insediamento sul Canale della Manica\, al lungo controllo di Bisanzio e del Mar Nero sino alla Crimea e a Tana\, sfogo della via Mongola dalla Russia e dalla Cina. Poi nel controllo della tecnica e dell’innovazione navale con l’introduzione della caracca\, prototipo dei moderni velieri\, che sottraeva i carichi alla tirannia del trasporto delle merci “sottili” ricche e di poco peso\, cui sicondannavano i veneziani. Infine alla perfezione della organizzazione aziendale del trasporto marittimo in cui avverrà la separazione degli armatori dai signori di bordo\, i capitani\, con il superamento della figura del patrone-mercante. Un’avventura urbana cominciata intorno al V secolo e proseguita sino ad oggi\, con l’immigrazione di massa verso il Sud America come risposta immediata della popolazione genovese alla perdita dell’indipendenza e alla sua riduzione nel 1815 in Ducato di Genova attribuito ai Savoia…Una storia complessa ed affascinante che merita di essere conosciuta in dettaglio.
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CATEGORIES:COMMERCIO E IMPRENDITORI A GENOVA DALL'ETà MODERNA ALLA CONTEMPORANEITA'
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SUMMARY:La più inquietante delle meraviglie: l'Intelligenza Artificiale
DESCRIPTION:A Palazzo Ducale\, SALONE DEL MAGGIOR CONSIGLIO \n\n\n\ncon Lorenzo Basso e Massimo Sideri. Partecipa Sara Armella\,  \n\n\n\nL’Intelligenza Artificiale è forse la più inquietante delle meraviglie del nostro tempo. \n\n\n\nNon perché sia magica\, ma perché è reale: una tecnologia costruita dall’uomo che oggi impara\, decide\, influenza il lavoro\, l’economia\, la politica\, perfino il modo in cui comprendiamo noi stessi. In questo incontro inaugurale del ciclo Scienza Condivisa Lorenzo Basso\, autore del libro Il Secolo dell’IA (ed. Il Mulino)\, e Massimo Sideri\, autore di una trilogia su Italo Calvino e l’IA con Andrea Prencipe (ed.Luiss University Press) accompagneranno il pubblico dentro il funzionamento e le implicazioni dell’Intelligenza Artificiale\, senza tecnicismi inutili né semplificazioni fuorvianti per riflettere su chi decide come verranno usate le macchine che imparano. Perché la vera meraviglia non è l’Intelligenza Artificiale in sé\, ma la responsabilità umana nel governarla. \n\n\n\nLorenzo Basso\, informatico\, ha fondato una delle prime web-startup italiane agli albori di Internet. Nel 2016 ha redatto la strategia italiana “Industria 4.0”. Attualmente è Honorary Chairman di Overnet e del gruppo MESA. Senatore della Repubblica\, Vicepresidente della Commissione “Ambiente\, Trasporti e Innovazione tecnologica”\, ha promosso leggi sull’intelligenza artificiale\, la cyber-sicurezza e le tecnologie quantistiche. Affianca all’impegno istituzionale quello educativo\, accompagnando le nuove generazioni nei percorsi di cittadinanza e di comprensione delle grandi trasformazioni. \n\n\n\nMassimo Sideri\, inviato ed editorialista sui temi di scienza\, cultura dell’innovazione e tecnologia per il Corriere della Sera dove è entrato nel 2001\, ha fondato e diretto per 5 anni il mensile Corriere Innovazione ed è direttore scientifico ed editoriale della Pavia Innovation Week che ha contribuito a fondare. È professore aggiunto di Storia socio-economica dell’Innovazione all’Università Luiss Guido Carli di Roma e di Storia dell’AI all’Università Cattolica. Ha pubblicato con Andrea Prencipe la trilogia su Italo Calvino (parzialmente tradotta anche da MacMillan per il mercato americano con il titolo “The Grammar of Innovation”): “Il Visconte Cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell’intelligenza artificiale”\, “L’Innovatore rampante. L’ultima lezione di Italo Calvino” e “Il Cavaliere Artificiale. Italo Calvino e la memoria del futuro” tutti per Luiss University Press\, 2022-2025. É stato invitato a parlare all’Università di Harvard. Tra gli altri saggi: La sindrome di Eustachio – Storia italiana delle scoperte dimenticate (Bompiani\, 2017) e Diritto all’Oblio\, dovere della Memoria con Umberto Ambrosoli (Bompiani\, 2017). Vincitore di diversi premi giornalistici tra cui l’Assobiotec Media Award\, il suo podcast per il Corriere della Sera sulla scienza e le scoperte italiane dimenticate si chiama Geni Invisibili e con quasi un milione di ascolti ha raggiunto la quarta stagione. Ha una newsletter settimanale per il Corriere dal titolo: One More Thing. É presidente del comitato scientifico della Pavia Innovation Week e siede in diversi comitati scientifici tra cui quello del Festival di Taormina Taobuk. É presidente del Premio Marconi.
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SUMMARY:Accoppiamenti giudiziosi: Classici e società
DESCRIPTION:con Nicola Manuppelli e Ilaria Crotti \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nNicola Manuppelli\, scrittore e traduttore\, ha pubblicato un saggio dedicato a Gatsby – Lezioni fuori rotta su un classico americano – per Jimenez edizioni.Accoppiamenti giudiziosi\, che ama mescolare le carte\, possibilmente in modo virtuoso\, lo ha invitato a partecipare alla nuova rassegna 2026.Da qui l’incontro del 10 marzo\, pensato per mettere in luce gli aspetti di contatto tra il grande classico di Fitzgerald e la società americana di inizio Novecento con il mondo della Roma antica e dei suoi cantori.Infatti\, Manuppelli\, illustra una tesi chiara leggendo in Gatsby – che inizialmente si doveva intitolare Trimalchio – un romanzo che dialoga con il Satyricon di Petronio.Con l’autore dialoga Ilaria Crotti. \n\n\n\nNicola Manuppelli (Vizzolo Predabissi\, Milano\, 1977) è scrittore\, traduttore\, scout letterario\, sceneggiatore e divulgatore italiano. Ha al suo attivo più di duecento traduzioni e pubblicazioni tra curatele\, scritti propri e opere altrui\, collaborando con case editrici come Mattioli 1885\, Minimum Fax e Nutrimenti. Si dedica alla scoperta e all'”importazione” in Italia di autori americani e irlandesi come Andre Dubus\, Charles Baxter\, Jane Urquhart\, A.B. Guthrie\, Gina Berriault e Don Robertson.Come autore ha pubblicato i romanzi Gli amori sono storie (2012)\, Bowling (2014)\, Merenda da Hadelman (2016) e Roma (2018)\, candidato al Premio Strega 2019. Ha firmato anche la biografia di Alice Munro La fessura (2014)\, la biografia ufficiale dello scrittore americano Chuck Kinder Domani è un posto enorme (2021) e\, nel 2023\, Due donne\, scritto con Pasquale Panella sulla lavorazione de La Ciociara di De Sica. Nel 2025 ha pubblicato Gatsby. Lezioni fuori rotta su un classico americano (Jimenez Edizioni)\, saggio sul romanzo di Fitzgerald.Nel 2022 ha firmato soggetto e sceneggiatura — insieme al regista Raffaele Rago — del documentario Steno\, ritratto del prolifico regista Stefano Vanzina\, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Storia del Cinema. È inoltre noto come divulgatore letterario in pubblico\, con reading ed eventi in cui racconta autori e libri con uno stile narrativo originale e coinvolgente. \n\n\n\nIlaria Crotti è docente di lettere e curatrice di eventi letterari per Palazzo Ducale e BookPride Genova.
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SUMMARY:Accoppiamenti giudiziosi: Letteratura e trauma
DESCRIPTION:con Anna Chisari\, Paola Bacigalupo\, Ombretta Bettucchi e Maria Carla Turco \n\n\n\nmodera: Alessandro Ferraro \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nA partire dal romanzo “La Fuliara. Storia di una maledizione” di Anna Chisari (Garzanti)\, in cui le vicende della protagonista e degli altri personaggi vengono raccontati e analizzati attraverso le teorie del trauma transgenerazionale\, proponiamo un nuovo accoppiamento giudizioso\, quello fra letteratura e trauma\, e discutiamo la convinzione per la quale «ognuno di noi pensa di essere il Dio della propria storia». Con l’autrice e tre psicologhe – Paola Bacigalupo\, Ombretta Bettucchi e Maria Carla Turco – ragioniamo sulle cause e sugli sviluppi delle «catene di dolore» che costringono le persone a fare i conti con infelicità e fardelli che arrivano da lontano. \n\n\n\nAnna Chisari è nata in Sicilia e da più di trent’anni vive a Milano. Ha pubblicato per Garzanti due romanzi: “Il vento dell’Etna” e “La Fuliara”. Giornalista e blogger\, ha scritto per fogli\, ha diretto giornali\, ha fatto radio per tanti anni. Il papà la voleva avvocato\, la mamma «sistemata bene». Lei ha scontentato tutti e si è trovata un posto al Comune di Milano\, dove si occupa della comunicazione culturale. Paola Bacigalupo è una psicoterapeuta specializzata in trauma complesso e dissociazione\, opera tra Genova e Chiavari come clinica e docente.  \n\n\n\nOmbretta Bettucchi è psicologa e psicoterapeuta\, svolge attività clinica e formativa con particolare attenzione al trauma complesso e transgenerazionale. Ha maturato esperienze in servizi pubblici e in contesti post-bellici\, tra cui Sarajevo e il Kosovo alla fine degli anni ’90.Maria Carla Turco è psicologa e psicoterapeuta\, specializzata in terapia sistemico-relazionale e da trent’anni si dedica al trattamento di traumi\, ansia e problematiche psicologiche complesse; ha cofondato il Centro di Terapia Familiare di Genova e diretto il Centro Terapia EMDR Genova. \n\n\n\nAlessandro Ferraro insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Genova. È autore di “Singolare femminile. Amalia Guglielminetti nel Novecento italiano” (2022) e di “Genova di carta. Guida letteraria della città” (2020)\, nonché curatore del “Taccuino dello svagato” di Giorgio Caproni (2018). 
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SUMMARY:Guide Sagep: Santa Maria della Vittoria
DESCRIPTION:con Francesco Rosadini \n\n\n\na cura di Antonio Lavarello \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nLa chiesa di Santa Maria della Vittoria\, nata in un’epoca di cruciale rinnovamento ecclesiale\, lontana dai cliché\, dalle gestualità e dalle incertezze con cui si concepivano gli edifici chiesa del tempo\, può ben definirsi lo specchio della dialettica interna al cattolicesimo genovese del dopoguerra\, nella sua sintesi riuscita tra diverse visioni di cosa debba essere un edificio di culto. Ma il racconto della sua realizzazione consente pure di riconoscere\, nel fascino singolare di quest’opera e nelle storie dei protagonisti della sua edificazione\, il volto di una Genova del dopoguerra e della sua stupefacente\, inaspettata realtà urbana e sociale\, talmente diversa dall’attuale nelle dinamiche demografiche e insediative da risultare\, a paragone di quella odierna\, quasi irriconoscibile.Francesco Rosadini (Genova 1964) vive e lavora a Genova come architetto progettista\, operando su temi di riqualificazione urbana e progettazione ambientale. Come esperto di architettura contemporanea genovese e ligure è autore di pubblicazioni ed è stato relatore di conferenze sul tema. Dal 2021 è speaker agli eventi di Maledetti Architetti\, iniziativa di riscoperta e divulgazione dell’architettura genovese del ‘900 a cura del Comune di Genova e Fondazione Ordine degli Architetti.
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SUMMARY:Oltre le mura: storie attorno alla reclusione. Incontro con Francesco Ghelardini
DESCRIPTION:a cura di Federico Montaldo \n\n\n\nPer seguire la diretta Youtube dell’evento clicca qui \n\n\n\nMartedì 31 marzo alle ore 18.15 inauguriamo un nuovo ciclo di incontri curato da Federico Montaldo e intitolato Oltre le mura: un approfondimento sul mondo della reclusione\, attraverso testimonianze\, riflessioni e sguardi diretti sul confine tra libertà e costrizione. \n\n\n\nIl primo incontro vedrà come ospite Francesco Ghelardini\, che porterà la propria esperienza di ex detenuto\, offrendo al pubblico l’occasione di confrontarsi con una prospettiva interna\, capace di restituire complessità e umanità a una realtà troppo spesso raccontata per stereotipi. \n\n\n\nFrancesco Ghelardini nasce a Milano nel 1966. Dopo aver scontato la sua pena detentiva e grazie anche all’aiuto di un percorso di riabilitazione oggi conduce con Chiara Calderisi il seguitissimo podcast Oltre\, su youtube\, dove racconta la sua esperienza e affronta le tematiche legate alla reclusione\, al carcere\, e alla possibilità di una reintegrazione sociale. Ha pubblicato L’arte della rapina (Oaks ed.\, 2017) e Codice a Sbarre. Vite di uomini non illustri. (Oaks ed.\, 2020).
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SUMMARY:Scienza e Umanità in equilibrio fra robotica\, intelligenza artificiale e natura
DESCRIPTION:La serie di Scienza Condivisa 2026 intitolata “Le Stanze delle Meraviglie” si sviluppa tra l’idea del Convivio di Dante Alighieri\, il banchetto della conoscenza a cui tutti sono ammessi\, e la curiosità per quello che ci circonda: ci proponiamo di rafforzare quello spirito indagatore che fa porre quesiti e reclama dialogo e risposte. \n\n\n\nNel primo incontro\, martedì 7 aprile alle ore 18\, la scienziata Maria Chiara Carrozza\, bioingegnere specializzata in biorobotica\, tratterà di “Scienza e Umanità in equilibrio fra robotica\, intelligenza artificiale e natura” esplorando quelle stanze dell’essere umano in un ecosistema interconnesso dove le macchine apprendono\, interagiscono e si adattano.  \n\n\n\nMaria Chiara Carrozza è Professoressa Ordinaria di Bioingegneria e Biorobotica presso l’Università di Milano-Bicocca\, Dipartimento di Psicologia. Già Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)\, è stata Presidente dell’European Science Advisors Forum (ESAF) e del G6 Research Network nel 2024. Come membro dell’High-Level Expert Group della Commissione Europea per il 10° Programma Quadro\, ha contribuito al rapporto “Act\, align\, accelerate”. Dal 2007 al 2013 è stata Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna e dal 2013 al 2018 è stata membro del Parlamento italiano e membro della Commissione Affari Europei ed Esteri. È stata Ministro dell’Istruzione\, dell’Università e della Ricerca dal 2013 al 2014. Dal 2018 al 2021 è stata Direttore Scientifico dell’IRCCS Don C. Gnocchi.
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SUMMARY:Cultura come seconda natura
DESCRIPTION:con Marco Aime \n\n\n\n\n\n“Cultura come seconda natura” dall’equatore ai poli\, la storia\, inclusi i passaggi tra scoperte e innovazioni\, come spazio di dialogo universale\, anziché strumento di esclusione\, sarà il tema trattato dall’antropologo Marco Aime il 14 aprile. \n\n\n\nMarco Aime è professore ordinario dell’Università di Genova\, insegna discipline etno-antropologiche\, in particolare Antropologia culturale. Le sue attività di ricerca empirica si svolgono lungo due filoni principali: le Alpi e l’Africa. Un ulteriore filone riguarda la riflessione teorica sul tema del turismo. Tra i suoi ultimi libri: Il grande gioco del Sahel. Dalle carovane di sale ai Boeing di cocaina con Andrea Deorgio (Bollati Boringhieri)\, L’altro e l’altrove: Antropologia\, geografia e turismo con Davide Papotti (Einaudi)\, e Il primo libro di antropologia (Einaudi).
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